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- Racconti pag. 3/5 -

- Confessione di un'adulteraErosdel 28/Luglio/2004 19:4.3by eliselle
- Quello che adoro di teErosdel 26/Luglio/2004 17:18.8by eliselle
- Una medievista con la faccia da cartone animato - 1Romanzo chick litdel 25/Luglio/2004 13:59.14by eliselle
- Prima della partenzaSentimentidel 24/Luglio/2004 17:58.15by eliselle
- Il granello di AlbertRiflessionidel 24/Luglio/2004 16:36.28by eliselle
- Come spazzaturaSentimentidel 24/Luglio/2004 16:33.2by eliselle
- Il giorno più belloUmorismodel 24/Luglio/2004 16:13.5by eliselle
- Dicevano di leiErosdel 24/Luglio/2004 15:33.29by eliselle
- Ricordo la tua boccaErosdel 24/Luglio/2004 15:30.58by eliselle
- FugaSentimentidel 24/Luglio/2004 15:28.44by eliselle


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- Confessione di un'adultera - Eros Torna inizio pagina

 
E’ stato in quel momento.
In quell’esatto momento, quando la tua mano impazzita s’è posata violenta sulla mia guancia, schiaffeggiandola e facendo sanguinare la bocca, lì ho capito. E’ stato quello il momento peggiore. Il momento dell’improvvisa consapevolezza, quella pericolosa, quella che se ne fossi capace, rifiuteresti senza remore.

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- Quello che adoro di te - Eros Torna inizio pagina

 
Rileggere il proprio diario può riaprire ferite strazianti, rivangare ricordi terribili, far cadere la notte improvvisamente in un giorno di sole. Rileggere il proprio diario è un atto di coraggio oltre che di curiosità. Ognuno di noi dovrebbe tenerne uno, dove prendere appunti mano a mano, conservare e custodire il passato come fosse una reliquia. Le controindicazioni ci sono, quando il passato ha fatto male, ma nulla che non si possa superare.

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- Una medievista con la faccia da cartone animato - 1 - Romanzo chick lit Torna inizio pagina

 
“Bene e... che cosa studia signorina?”
La voce leggermente gracchiante della donna sulla quarantina che da dietro ai suoi occhiali mi fissa con aria superiore mi riporta ai miei doveri di brava ragazza disoccupata che cerca lavoro.
“Storia Medievale” rispondo con un lieve sorriso. La tizia assume un’espressione tra la meraviglia e l’orrore che mi pare di aver già visto da qualche parte. Mi ripete la domanda, certa di avere capito male. Inizio ad avere timore di ciò che mi aspetta nei prossimi cinque minuti.
“Sì, mi sto laureando in Storia Medievale, ha presente... Carlo Magno, la Santa Inquisizione, Gregorio VII, Guglielmo da Baskerville... non necessariamente in quest’ordine...” spiego in tono neutro. Sono quasi certa che non ha capito la battuta.

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- Prima della partenza - Sentimenti Torna inizio pagina

 
Non era ancora l’alba quando l’inquilino del piano di sopra ruppe con un forte tonfo il silenzio irreale della camera.
“Ecco il matto che ricomincia” pensò tra sé e sé, sdraiata sul morbido letto, con le braccia incrociate sotto al cuscino. Tese l’orecchio, attendendosi un altra prova della follia di quello squilibrato, ma con suo grande stupore la pace tornò subito a regnare sovrana.
“Ora manca solo il rito del gatto lanciato dalla finestra e allora sarà un’altra bella giornata…” sospirò silenziosa.

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- Il granello di Albert - Riflessioni Torna inizio pagina

 
“Siamo un granello di sabbia spaccato a metà.”

Albert si chiede se non sia un’immagine un po’ troppo poetica per lui, abituato a masticare matematica, numeri, calcoli. Il suo compito è cercare di dare un senso a ciò che esiste, non lasciarsi cullare dalla fantasia. Ma non riesce a smettere.

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- Come spazzatura - Sentimenti Torna inizio pagina

 
Quella mattina si era chiesta a lungo cosa fosse meglio indossare. In fin dei conti non era un giorno come un altro, si stava parlando di un’occasione irripetibile: voleva conoscere la verità attraverso i suoi occhi, cercare una risposta, una conferma. Lasciò sulla sedia la sua divisa, come l’aveva definita con disprezzo Elena l’ultima volta, prima dell’addio: via i jeans e la camicia bianca, aveva scaravoltato tutto l’armadio per ritrovare, abbandonato in un angolo, un vecchio abitino di un colore rosa pallido. Orrendo. Gli aveva abbinato un paio di sandali alti, che non metteva più da otto anni ma che erano tornati di moda. Terribili. La giacca, quella che le aveva regalato lei per il suo compleanno, non aveva avuto cuore di lasciarla, e poi era la sua preferita e sull’abito ci stava bene. Aveva avuto il coraggio di darle della sciatta, ma sapeva che cosa significava “sciattezza”?

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- Il giorno più bello - Umorismo Torna inizio pagina

 
L’aria frizzante del pomeriggio e il cicaleccio degli invitati si univano al tintinnìo dei bicchieri e alle grida dei bambini che giocavano sul prato. Il banchetto organizzato nel cortile di villa Marozzi, in una splendida e romantica cornice rinascimentale, era davvero sublime, luculliano. I camerieri, alle prese con favolosi e delicatissimi piatti da portata, parevano impazzire e correvano di qua e di là facendo lo slalom tra ragazzetti indemoniati, signore attempate alla ricerca di mariti sperduti, donne single sulla trentina alla caccia di uomini single sulla trentina. Regolare amministrazione.

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- Dicevano di lei - Eros Torna inizio pagina

 
Dicevano che per conquistarti sarebbe bastato passare a prenderti sotto casa con un’auto fiammante di grossa cilindrata, magari uno Z3 sportivo e veloce, portarti a cena in un ristorante esclusivo e raccontarti prodezze professionali ed economiche per tutta la sera. Mostrarti casualmente il contenuto del portafoglio, lasciando una lauta mancia al cameriere. Naturalmente, offrire la cena innaffiata con vino d’annata. Portarti poi in un locale all’ultima moda, pieno di gente importante, di un certo livello. Solo così ti saresti concessa. Eri una ambiziosa, tu.

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- Ricordo la tua bocca - Eros Torna inizio pagina

 
Ricordo che la prima volta riuscii a resisterti.
Non fu difficile, a dire il vero: tu eri troppo occupato a fissare e ad assaporare con la fantasia il seno lussurioso della tua vicina di posto, che si ingozzava di Nutella immergendo impudica e maliziosa il dito intero nel vasetto, appena aperto e già consumato di un terzo. Eravamo circa un centinaio quella sera a cena, e tu avesti la fortuna (o la iella) di ritrovarti accanto alla ragazza più appariscente della compagnia. Molti ti lanciavano occhiate di fuoco, altri ti prendevano in giro, probabilmente perchè avrebbero voluto essere loro al tuo posto. Io mi limitavo a fare quattro chiacchere con le persone accanto a me più simpatiche e loquaci, senza dare peso ai commenti al curaro e ai pettegolezzi velenosi che fioccavano da ogni parte.

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- Fuga - Sentimenti Torna inizio pagina

 
“Forse dovremmo iniziare parlare di convivenza, o matrimonio...”
“Non posso amore, non ho denaro a sufficienza e serve una casa.”
“Ma è dieci anni che siamo insieme, io ho risparmiato qualcosa, tu?”
“Ho un sacco di debiti da pagare, lo sai quell’eredità. Non sono due euro!”
“Capisco, ma avrei desiderio di certezze, Paolo...”
“Le hai! Ti amo, che vuoi di più?”
“Vorrei vivere con te, svegliarmi con te al mattino, condividere la vita con te, amarti quando ne sento il desiderio e non quando c’è una casa libera...”
“Questo lo avrai quando si potrà, accontentati ora.”

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